Festa 5 agosto 2015

Dedicazione di S. Maria Maggiore si chiama ufficialmente dal 1568 questa festa, ma il popolo continua a chiamarla con il titolo più efficace dal punto di vista simbolico, Madonna della Neve. Anche ad Adro il 5 agosto si festeggia così, con il richiamo alla straordinaria nevicata estiva che nel IV secolo, sotto papa Liberio, indicò sul colle Esquilino il sito dove costruire, in Occidente, la prima grande basilica dedicata alla Madre di Dio.

Ad Adro non sono fiocchi di neve, ma palloncini colorati, «balocchi e profumi», la pesca di beneficenza, le giostre e i gonfiabili, i piccoli chioschi della solidarietà, oltre alle tradizionali bancarelle a caratterizzare la festa della Vergine «Regina della Franciacorta».

Soprattutto saranno i numerosissimi devoti ad assediare la cripta dove si venera il gruppo statuario che ricorda l'apparizione di quasi cinquecento anni fa: la Signora con il manto bianco e lo sguardo di paradiso, il pastorello con gli occhi estasiati e distratte pecorelle del tutto ignare dell'evento celeste che stava accadendo.
Allora (l'8 luglio 1519) la Madre di Dio si congedò chiamandosi «Avvocata dei peccatori». Un titolo che assume una particolare importanza in questo tempo alla luce dello straordinario «Giubileo della Misericordia» voluto da papa Francesco. Il pontefice, nella lettera d'indizione, suggerisce che la Porta della misericordia possa «essere aperta anche nei Santuari, mete di tanti pellegrini, che in questi luoghi sacri spesso sono toccati nel cuore dalla grazia e trovano la via della conversione» (MV 3).

Per l'occasione i Padri Carmelitani Scalzi, custodi del Santuario, sono felici di annunciare che il vescovo di Brescia ha designato anche la Madonna della Neve come uno dei luoghi santi nei quali, a partire dal prossimo dicembre, la Misericordia divina possa essere incontrata con particolare abbondanza, soprattutto attraverso il sacramento del perdono.

Quasi cinquecento anni fa la Vergine biancovestita inviò il piccolo sordomuto alla gente di Adro con l'invito a «mutare la vita in bene vivere»: un suggerimento che ben si addice all'invito che papa Francesco ha rivolto agli uomini e alle donne del nostro tempo a ritrovare la via della misericordia.

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